I dispositivi iOS6 assumono erroneamente la proprietà delle riunioni


Articolo originale pubblicato mercoledì 24 ottobre 2012

Uno dei grandi vantaggi derivanti dall’utilizzo di una delle distribuzioni di Exchange più vaste al mondo è dato dal fatto che in Microsoft possiamo osservare in prima persona tutto quanto i nostri clienti devono affrontare ogni giorno. Con il recente rilascio di iOS6, abbiamo riscontrato un aumento significativo delle chiamate al supporto tecnico in cui vengono segnalati problemi relativi a riunioni in cui cambia il proprietario (fenomeno denominato a volte “assunzione del controllo di una riunione”). La maggior parte dei casi segnalati finora è relativa a utenti con delegati che prima aprono una convocazione a una riunione in Outlook e quindi agiscono sulla stessa riunione in iOS.

I problemi relativi alle riunioni riscontrati da alcune organizzazioni si verificano principalmente con dispositivi di terzeparti (un elenco è disponibile qui). Purtroppo con il recente aggiornamento di iOS si è accentuato uno di questi problemi. Desideravamo segnalarvelo e informarvi inoltre che ne abbiamo discusso con Apple. Stiamo anche cercando di mettere a punto sistemi per applicare una protezione avanzata all’infrastruttura di Exchange e proteggere i server e i servizi da client con prestazioni non ottimali.

Nel frattempo possiamo suggerirvi alcune soluzioni per ovviare a questi problemi:

  • Richiedete agli utenti di non eseguire azioni sui calendari in iOS. Questo problema non si verifica se gli utenti non eseguono azioni sugli elementi di calendario, ad esempio accettazione, eliminazione o modifica di riunioni.

  • Definite per gli utenti di iOS l’utilizzo del protocollo POP3/IMAP4. Un’altra opzione consiste nello spostare gli utenti alle connessioni POP/IMAP. In questo modo verranno rimosse le funzionalità del calendario e dei contatti, ma gli utenti potranno comunque continuare a utilizzare la posta elettronica (anche se è possibile che la posta elettronica passi dalla modalità di Push alla modalità di Pull quando si utilizzano questi protocolli).

  • Passate a client di terzeparti/OWA. Il passaggio degli utenti che hanno riscontrato questi problemi a un altro client di posta elettronica che non causa questo tipo di problemi nell’organizzazione può rappresentare una soluzione. Sono disponibili molte altre opzioni client (OWA è solo una di queste naturalmente). Negli archivi di applicazioni mobili è possibile scegliere tra numerosi client. Non consigliamo un client in particolare.

  • Bloccate i delegati. Molti dei problemi che stiamo riscontrando coinvolgono i delegati. Un amministratore può intraprendere un’azione meno drastica e utilizzare l’elenco dei dispositivi o degli utenti consentiti/bloccati/in quarantena per bloccare solo gli utenti delegati o che dispongono di un delegato e ridurre al minimo le conseguenze di questo problema.

  • Bloccate i dispositivi iOS 6. Exchange Server include l’elenco dei dispositivi o degli utenti consentiti/bloccati/in quarantena che consente agli amministratori di bloccare qualsiasi dispositivo o utente.

  • Indicate agli utenti di non eseguire l’aggiornamento a iOS 6 né di effettuare il downgrade dei dispositivi. Questa soluzione può funzionare come correzione temporanea finché Apple non fornisce una correzione, ma molti utenti potrebbero aver già preso la decisione di eseguire l’aggiornamento.

  • Attendete. Non disponiamo di informazioni sulla tempistica con cui Apple fornirà una correzione, ma se i tempi fossero brevi, questa potrebbe essere la soluzione più semplice. Contattate Apple per richiedere informazioni su eventuali correzioni o sulla tempistica con cui saranno disponibili.

  • Il nostro team di supporto ha pubblicato inoltre un articolo della Knowledge Base su questo problema disponibile qui. Questo post verrà aggiornato quando verrà fornita una correzione o quando disporremo di ulteriori informazioni.

    Adam Glick
    Sr. Technical Product Manager

    Questo è un post di blog localizzato. L’articolo originale è disponibile in iOS6 devices erroneously take ownership of meetings.


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