Nuvole: pensieri sparsi sul Cloud Computing – 1


Nel post dell'otto marzo ho cercato di dare, prima di tutto per me stesso, alcuni concetti e definizioni base necessari per iniziare a parlare di Cloud Computing.

Rileggendo quel post, per riprendere le fila del "ragionamento" e iniziare a scrivere quest'altro, mi sono accorto di aver dimenticato di fissare altre due idee che ricorrono spesso: Public Cloud vs Private Cloud

Con il termine Public Cloud (a volte anche External Cloud) si intende normalmente un'offerta di tipo XaaS  fatta da un service provider (Microsoft, Google, Amazon, ...) e utilizzata da un'organizzazione per supportare servizi e applicazioni destinate sia ai dipendenti che ai clienti.

Con il termine di Private Cloud (a volte anche Internal Cloud o Dynamic Data Center ) si intende normalmente un'infrastruttura IT di proprietà di una specifica azienda, utilizzata per supportare servizi e applicazioni rivolti ai dipendenti (ma non solo) e costruita usando i paradigmi del Public Cloud. Si tratta quindi di un'infrastruttura IT

  • "Servizio centrica": l'infrastruttura esiste per erogare servizi al business in modo trasparente rispetto alla reale implementazione
  • Agile e dinamica:  in grado cioè di adeguarsi in modo rapido alle necesità aziendali implementando nuovi servizi o scalando quelli esistenti verso l'alto o verso il basso
  • Affidabile: il business deve poter contare su servizi standard, predicibili e resilienti
  • Efficiente: la maggior parte delle operazioni giornalieri sono automatizzate in modo da raggiungere il maggior livello possibile di auto-gestione (es. distribuzione o ritiro di nuovi servizi al variare del carico di lavoro)
  • A costi trasparenti: le unità di business, e l'IT stesso, devono poter conoscere il in modo chiaro il costo dei servzi richiesti all'IT in modo da poter prevedere la spesa necessaria a sostenerli e decidere se usufruire di servizi interni o di anologhi servizi esterni

E' evidente, anche considerando il paragrafo precedente, che un'azienda può adottare un modello di IT interamente basato sul Public Cloud (a mio modesto avviso in questo momento questo è vero solo in limitati casi:  start-up, piccolissime realtà), un modello interamente bsato sul Private Cloud o un modello ibrido.

Quest'ultimo, a mio avviso, sarà per lungo tempo il modello adottato nella realtà dalle aziende.

E' evidente che la decisione di un'azienda di adottare il "Cloud" pone all'IT sfide nuove, problemi nuovi e fa nascere paure nuove.

Ne parleremo nelle prossime puntate.

Giorgio

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