Codice aperto, Formati aperti e Standard Aperti


Oggi mi è capitato di leggere InterLex (http://www.interlex.it/pa/magnolfi_int.htm) l’intervista al sottosegretario Magnolfi su Pubblica Amministrazione e open source.
Tra le altre cose, quello che mi ha colpito è la confusione che il sottosegretario fa tra open source e open format (e io ci metto anche open standard).
Non è la prima volta che mi capita di leggere interventi di politici o di giornalisti che fanno confusione tra questi concetti.
Attenzione, non è una distinzioine puramente accademica. Concordo con il fatto che un documento elettronico, per di più all’interno della pubblica amministrazione, debba poter essere accessibile indipendentemente dal tool con cui è stato generato. Per questo è importante adottare formati standard, ma il fatto che l’applicazione che ha generato il documento sia a codice aperto o chiuso è assolutamente insignificante.


C’è molta confusione su questi temi e la dove servirebbe molta chiarezza.
Chi vuole approfondire l’argomento, o chiarirsi le idee, può leggere un illuminante documento scritto da Davide Cerri e Alfonso Fuggetta (del CEFRIEL – Politecnico di Milano) intitolato Open Standards, Open Formats and Open Source .


Sul blog di Alfonso Fuggetta l’argomento è ripreso più volte, anche ultimamente.


Ciao a tutti


PierGiorgio Malusardi

Comments (2)

  1. claudio says:

    Come dire… poveri noi! ^^

  2. romeo says:

    In effetti l’argomento è abbastanza frequente quanto dannatamente male interpretato, però non ci stanchiamo mai di ripetere l’ovvio mi raccomando, pare che questi non ci vogliano ascoltare da un orecchio 😉